Ordine degli Psicologi del Veneto

Embrioni congelati, virus dell'aids, buco dell'ozono... questi «oggetti» rientrano nel campo della natura o della cultura? Una volta le cose sembravano molto più semplici: alle scienze naturali spettava occuparsi della natura e alle discipline sociali della società. Ma questa tradizionale divisione non riesce più rendere conto dell'attuale proliferazione di «ibridi». Ne deriva un senso di angoscia che i filosofi contemporanei, post-moderni, moderni o anti-moderni che siano, non riescono a placare. E se avessimo sbagliato strada? In effetti, la società «moderna» non ha mai funzionato in modo coerente con la grande scissura su cui si fonda il suo sistema di presentazione del mondo: quella che oppone radicalmente natura e cultura. Tanto che i cosiddetti «moderni» non hanno mai smesso di creare oggetti ibridi che attingono all'uno e all'altro ambito contemporaneamente. E tuttavia si rifiutano di prenderli in considerazione in quanto tali. Non siamo mai stati davvero moderni, dunque, ed è proprio quel paradigma fondatore che bisogna rimettere in discussione per riuscire a capire il nostro mondo.
http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=261#
| Uomini e corpi. Una riflessione sui rivestimenti della mascolinità | |||
| Autori e curatori: | Elisabetta Ruspini | ||
| Contributi: | Marco Alberio, Monia Azzalini, Lorenzo Benadusi, Chiara Bertone, Federico Boni, Stefano Ciccone, Raffaella Ferrero Camoletto, Nicola Gasparini, Rossella Ghigi, Marco Inghilleri, Paolo Jedlowski, Barbara Mapelli, Stefania Operto, Marina Piazza | ||
| Collana: | La società - Saggi | ||
| Argomenti: | Sociologia dei processi culturali | ||
| Livello: | Saggi, scenari, interventi | ||
| Dati: | pp. 304, in preparazione, 1a (Cod.1420.1.106) | ||
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Un gentilissimo Utente Anonimo ha postato il link dell'A.I.S.I.A. (Associazione Italiana Sindrome da Insensibilità agli Androgeni) .
Ho cancellato la sua segnalazione in quanto anonima, in coerenza con quanto scritto in un mio precedente post. Tutti gli interventi, lo ricordo ancora una volta, sono i benvenuti purché firmati con il proprio nome e cognome.
Considerata l'utilità dell'informazione che ha voluto fornire ho pensato di darne una maggiore visibilità.
Il 4 ottobre 2006 è nata AISIA
A.I.S.I.A. (Associazione Italiana Sindrome da Insensibilità agli Androgeni)
A.I.S.I.A. potrà rappresentare gli associati, presentare progetti per ottenere fondi, collaborare con altre Associazioni, partecipare a Convegni ed altre iniziative.
Obiettivi di A.I.S.I.A.:
a) Fornire supporto alle persone interessate dall’AIS (Androgen Insensitivity Syndrome), [nota in Italia anche con i nomi: “Sindrome da Insensibilità agli androgeni” o “Sindrome di Morris”]; garantire il rispetto delle persone e tutelarne l’immagine e l’inserimento nella società;
b) Favorire l’incontro e l’aiuto reciproco sia per le donne interessate, sia per i loro familiari;
c) Aumentare le informazioni disponibili sull’AIS e contribuire alla loro diffusione;
d) Incoraggiare i medici, i genitori, la società ad una maggiore apertura verso i problemi legati ai disordini nella differenziazione sessuale;
e) Migliorare l’informazione e il trattamento medico e chirurgico;
f) Sostenere un approccio globale ai problemi da parte del personale sanitario;
g) Stabilire e mantenere contatti con altre associazioni che si occupano dell’AIS in Italia e all’estero;
h) Collaborare con Associazioni che, in Italia o all’estero, hanno fra gli obiettivi il supporto alle persone con disordini nella differenziazione sessuale (DSD) e alle loro famiglie.
Welcome to the homepage for the XVIIIth International Congress for Personal Construct Psychology - a recognition and celebration of the continuing growth and elaboration of PCP worldwide.
Our inclusive congress title PCP and Constructivism recognises the central place of PCP in the broad family of theories and practices describing themselves as constructivist. Our most common denominator is an emphasis on the active construction of meaning by and between people. In this spirit, our aim is to encourage and support lively and empowering conversation and debate aimed at both extending and defining our diverse approaches.
The second part of our theme: ways of working, learning and living celebrates the broad range of convenience of PCP and its continuing application to new and exciting areas, such as the recent explosion of work in the field of arts and popular culture. Contributions exploring new topics and themes using PCP will be warmly welcomed.
PCP as ‘a psychology for living’ is a central theme. Our hope is that we will not only talk about PCP and constructivism, but also enjoy this opportunity to co-create a vibrant experience of constructivist living. With this in mind, we would like to encourage, alongside the more traditional papers and presentations, a range of experiments in sharing and co-creation, using the ‘social laboratory’ of the congress, and enabling our individual and collective development as a community of adventurous psychological explorers.
The congress on S. Servolo Island, Venice (Italy), is the 18th bi-annual international conference organised to explore developments in Personal Construct Psychology in all the fields in which this theory is applied - including practice, research and theoretical challenges.
PCP, initially developed by George A. Kelly (1905 – 1967), started with the focus of psychotherapy and has inspired and informed research and practice across a wide range of fields including education, counselling, health, business, arts, architecture, linguistics and politics.
Work in these diverse fields is based on the common idea of the person as fundamentally engaged in making sense of his/her own world and in verifying that sense-making to assess its usefulness in the living of their lives.
Academics, practitioners, students and researchers from all areas of interest are invited to share, promote, critique and develop PCP in all its forms in the most democratic and collaborative ways we can invent.
Massimo Giliberto, Institute of Constructivist Psychology (Italy)
Massimo Giliberto (Chair), Francesco Velicogna, Carmen Dell’Aversano, Carla Trincas
Maria Armezzani (Italy), Richard Bell (Australia), Vivien Burr (UK), Trevor Butt (UK); Peter Cummins (UK); Carmen Dell’Aversano(Italy); Mary Frances (UK); Marco Gemignani (USA); Massimo Giliberto (Italy); Alessandra Iantaffi (USA); Marco Inghilleri (Italy); Assaad Marhaba (Italy); Robert Neimeyer (USA); Harry Procter (UK); Joern Scheer (Germany); Dusan Stojnov (Serbia); Valeria Ugazio (Italy); Francesco Velicogna (Italy); David Winter (UK); Adriano Zamperini (Italy)
During the last Summer School, organised by the European Constructivist Therapy Network (ECTN), the idea emerged to create a Students Committee. This group will collaborate with the Conference Committee and organizers, consistent with the spirit of participation and sharing experiences in a constructivist way lived during the summer school, representing the thoughts and suggestions of a new generation.
The Students Committee is an unlocked group, a ‘laboratory’, a ‘work in progress’ open to any student interested in PCP and constructivism. It is possible to join a Students Committee simply by contacting Carlo Guerra studentspcp2009@gmail.com to become part of our e-mailing group.
Currently the membership is:
Milena Akšamović (Serbia); Chiara Arneri (Italy); Elena Barbato (Italy); Ilaria Bregant (Italy); Maja Brusin Kelly (Serbia); Francesca Carlin (Italy); Laura Casale (UK); Marco Casarotti (Italy); Sarah Chadwick (UK); Vukašin ÄŚobeljić (Serbia); Alessia Coccioli (Italy); Michela Corona (Italy); Agnese Corpaci (Italy); Giovanna D'Apolito (Italy); Elena Daniel (Italy); Vladimir DĹľinoviÄŤ (Serbia); Luigi Fiorin (Italy); Giovanna Foffano (Italy); Nikola Golubović (Serbia); Verena Gomiero (Italy); Luana Grassi (Italy); Carlo Guerra (Italy); Simona Imazio (Italy); Ingrid Karlegger (Italy); Ĺ˝eljka Kecman (Serbia); Tamara KoprÄŤina (Serbia); Marija Krsmanović (Serbia); Elena Lugato (Italy); Anne-Marie Martin (UK); Marialuisa Menegatto (Italy); Paola Orlando (Italy); Jelena PavloviÄŤ (Serbia); Christian Petrillo (Italy); Camilla Polli (Italy); Sylvia Puchalska (UK); Ana RajkoviÄŤ – Tuce (Serbia); Federica Rigoni (Italy); Laura Salvadori (Italy); Federica Sandi (Italy); Giulia Sandri (Italy); Stefania Sepp (Italy); Serena Vanini (Italy); Alessandra Viviani (Italy); Laura Zampolli (Italy); SlaÄ‘a Ĺ˝ivković (Serbia)
| ERMAFRODITI: CHI SONO? |
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Non si sa quanti casi esistano nel mondo perché non sono mai stati classificati, nemmeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si nascondono nella società, semplicemente perché sono irriconoscibili: non esistono segni distintivi evidenti che li segnalino all’occhio di un osservatore comune. Di chi stiamo parlando? Degli Ermafroditi, esseri umani nati con “entrambi i sessi” … servizio di Edyth Cristofaro Ci siamo rivolti all’Organizzazione Mondiale della Sanità per cercare di far luce su questo argomento spinoso e controverso di cui tanto spesso si è sentito parlare, anche con toni sensazionalistici, ma di cui poi nessuno fattivamente sa niente di preciso, a parte gli addetti ai lavori (medici, psicologi e sociologici). La risposta è stata davvero sorprendente: non esiste un elenco ripartito per questo genere di anomalia genetica che colpisce gli organi della sessualità. E questo perché l’ “ermafroditismo completo” è assai raro. Si tratta di una anomala condizione fisica per cui un essere umano nasce dotato di caratteri sessuali sia maschili che femminili, e cioè con la simultanea presenza di tessuti gonadici, come ovaie e testicoli, nella stessa persona. Non è un problema che riguarda solo l’aspetto fisico esteriore, quindi, ma colpisce sia i genitali esterni che quelli interni e si manifesta in primo luogo a livello cromosomico, ormonale e, infine, morfologico. Non siamo riusciti neanche a scovare - sempre che esista - un’associazione che in qualche modo li raggruppasse, perché la tendenza medica è quella di rendere queste persone alla normalità anatomica il prima possibile, tanto che, di preferenza, entro i primi anni di vita, si esegue un intervento chirurgico per l’assegnazione del sesso, prendendo in considerazione le analisi genetiche ed ormonali, i caratteri comportamentali, estetici e psichici della persona. Recentemente, in Colombia, Diversi da questo i cosiddetti stati di “pseudoermafroditismo” maschile e femminile, condizioni un po’ più frequenti, in cui lo sviluppo degli organi genitali esterni è ad un livello intermedio fra maschio e femmina o in cui per un difetto cromosomico un corpo geneticamente maschile è insensibile agli ormoni maschili e si sviluppa come una femmina (Sindrome di Morris), oppure la sindrome adreno-genitale per cui si ha una virilizzazione del corpo femminile. Il caos sull’argomento regna sovrano, soprattutto nell’immaginario collettivo della gente comune che tende spesso a fare confusione tra ermafroditi, transessuali e trans gender. A fare chiarezza interviene su What’s Up il Dott. Marco Inghilleri, psicologo- psicoterapeuta che si occupa di transessualità ed intersessualità, che tiene subito a precisare la “transessualità indica uno stato di transizione da uno dei poli sessuali all’altro, modificando anche fisicamente il proprio corpo; mentre il transgenderismo indica una persona interessata ad acquisire alcuni o molti caratteri fisici del sesso opposto senza necessariamente mettere in discussione la propria genitalità biologica”. Insieme al suo contributo, sul versante prettamente scientifico discutiamo con Prof. Paolo Vezzoni, ricercatore e genetista dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di Milano. ----------- “Nell’uomo è un problema medico-scientifico perché lo sviluppo dei genitali sia interni che esterni è alterato. È fondamentale anche l’aiuto dello psicologo”. PROF. PAOLO VEZZONI*(GENETISTA)…WHAT’S UP? di Edyth Cristofaro Dal punto di vista genetico come è possibile un’anomalia come l’ermafroditismo? Negli animali inferiori si intende per ermafrodita un organismo che è in grado di produrre sia gameti femminili che maschili perfettamente funzionali. Negli animali superiori, ed in particolare nell’uomo, una situazione del genere non esiste. Nell’uomo, per ermafrodita “vero”, si intende un organismo che ha in se stesso sia tessuti di tipo ovarico che testicolare (gonadi), con altre alterazioni degli organi genitali che generalmente lo rendono sterile. In molti casi, la prima manifestazione di un disturbo di questo genere è che i genitali esterni alla nascita sono ambigui, con forme per così dire intermedie o non completamente sviluppate. Quindi nell’uomo l’ermafroditismo “vero” è un problema in quanto lo sviluppo dei genitali sia interni che esterni è alterato. La tendenza comune è di confonderlo con altri stati intersessuali, perché? La parola ermafroditismo evoca stranezze e miti dell’epoca greca e probabilmente non solo greca, ma dal punto di vista pratico e medico è solo un problema difficile da risolvere. Nel feto normale, i genitali si sviluppano sempre dalla stessa regione e possono essere indirizzati o in senso maschile o in senso femminile per formare o un testicolo o una gonade, che a loro volta poi determineranno altri caratteri sessuali. Da cosa dipende questa diversificazione? Dall’assetto cromosomico, in quanto è la presenza di un cromosoma Y a provocare la formazione di testicoli. Se questo non funziona bene o se è assente in alcune cellule (mosaicismo) si possono sviluppare gonadi di entrambi i tipi. Di fatto il termine “ermafroditismo” viene usato spesso come sinonimo di persone che hanno caratteristiche di entrambi i sessi, ma in questo senso l’uso è improprio. Quando è effettivamente possibile diagnosticarlo? In molti casi è possibile dire prima della nascita se lo sviluppo dei genitali è normale. Si possono combinare analisi genetiche a esami come l’ecografia. Cosa sia successo esattamente non è sempre facile da predire prima della nascita. Spesso la diagnosi prenatale viene fatta su famiglie in cui qualche problema del genere si è già manifestato. Gli stati intersessuali hanno diverse categorizzazioni: quali? Gli “stati intersessuali” o “disordini della differenziazione sessuale” sono quelli in cui lo sviluppo sessuale è anatomicamente e fisiologicamente alterato. Molti di questi non hanno nulla a che fare con l’ermafroditismo “vero”. Le sindromi più conosciute sono quelle di Turner e di Klinefelter in cui le gonadi sono anormali, ma sempre di uno stesso genere. L’ermafroditismo “vero” dipende in genere da anomalie cromosomiche che vanno sotto il nome di mosaicismo. Le altre anomalie vengono invece raggruppate sotto la dizione di “pseudoermafroditismo”. Che cos’è l’ermafroditismo “falso”? Lo “pseudoermafroditismo” riguarda quelle persone in cui sono presenti tratti sessuali secondari che non sono in accordo con il sesso gonadico: tratti maschili in un individuo con ovaie o tratti femminili in un individuo con testicoli. In questi casi, il tessuto delle gonadi è solo di un tipo, pertanto, in base alla definizione iniziale, non si può parlare di ermafroditismo “vero”. Secondo Lei, qual è l’atteggiamento “giusto” da tenere nei confronti di un’anomalia importante come questa? Le decisioni da prendere in questi casi sono senza dubbio difficili. Oggi tuttavia si è raggiunto un consensus sulle linee generali da seguire. Quasi sempre il bambino affetto da un disordine di questo genere non potrà essere curato completamente e la sterilità è quasi sempre la norma, ma in alcuni casi un soddisfacente equilibrio nella sfera sessuale può essere raggiunto e questo deve essere l’obiettivo che il pediatra si deve porre. Il medico dovrà illustrare ai genitori la situazione specifica e le opzioni che possono essere prese. L’intervento dello psicologo sarà fondamentale affinché i genitori possano condividere le scelte da fare: l’identità sessuale ha un ruolo fondamentale nella vita di relazione. Ricordando che la diagnosi esatta e le decisioni da prendere devono essere il più possibile precoci, sia per eventuali interventi chirurgici che per una definitiva assegnazione al “genere” maschile o femminile (non oltre i primi due anni di vita), in parecchi casi di pseudoermafroditismo la diagnosi avviene solo in età puberale e in questo caso è consigliabile che l’individuo partecipi alla decisione. Perché secondo lei, una Istituzione come l’OMS, non possiede alcun dato relativo all’ermafroditismo, né esperti del settore? Non ne ho idea, anzi, non so neanche se è vero… *Genetista- ricercatore presso l’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Milano ------- “Gli ermafroditi non necessariamente sentono il bisogno di intraprendere un percorso psicologico, in quanto alla nascita già ‘curati’ medicalmente. Non esiste nulla che li distingua dagli altri”. DOTT. MARCO INGHILLERI (PSICOLOGO)* …WHAT’S UP? di Edyth Cristofaro La gente comune che cosa ne sa veramente di ermafroditismo? Perché se ne parla poco e male, spesso con toni sensazionalistici? Le persone sanno ben poco di queste condizioni e persino tra “gli addetti ai lavori” non c’è particolare chiarezza. Ogni diversità tende ad essere stigmatizzata e l’ermafroditismo, con l’ambiguità che porta necessariamente con sé, turba profondamente il senso comune, semplicemente perché propone un ibrido. La violazione di una norma, di una regola, di una legge è ciò che l’ermafroditismo afferma: l’infrazione di un tabù culturale più che naturale. Pertanto, suppongo che se ne parli poco sia perché è qualcosa di molto raro, sia perché ritengo che ogni possibile discorso risente di una sorta di ipoteca culturale che lo influenza. Dalla sua esperienza, quale sarebbe l’atteggiamento “giusto” da tenere nei confronti di un’anomalia importante come questa? Ci tengo a ribadire che essendo una condizione assai rara, difficilmente avremo modo incontrare nella nostra vita una persona che ha dovuto fare i conti con questa condizione. Potrei dire molto in generale che la biodiversità è una ricchezza e una società che non riesce a integrarla in se stessa, espellendola come un’anomalia o peggio tentando molto barbaramente di correggerla, è destinata a dissolversi, a estinguersi, a diventare arida. Le è mai capitato di incontrare una persona affetta da questo tipo di anomalia? Mi occupo più di problematiche legate alla transessualità che è una condizione ben diversa dall’ermafroditismo che nell'essere umano è descritto come una rara disgenesia gonadica. Più frequenti, ma anch’essi abbastanza rari, sono gli pseudoermafroditismi, maschile e femminile, nonché le alterazioni collegate al sistema endocrino, che possono dar luogo ad una insensibilità agli ormoni maschili, come nella sindrome di Morris. Mi è capitato talvolta di incontrare queste ultime situazioni. Anomalie come questa che tipo di incidenza hanno sul sistema di vita delle persone che ne sono affette e sulla società che le circonda? Dipende dal genere di atteggiamento che i genitori assumono nei confronti di un figlio/a che li obbliga a confrontarsi con una simile situazione. Solitamente si assiste a una messa in crisi della propria capacità di procreazione. Il problema non è l’avere un’anomalia della differenziazione sessuale. Non è della persona, ma diventa tale nella misura in cui il mondo gli fa pesare l’esistenza di una qualche presunta imperfezione. Questo, comunque, non è monopolio esclusivo dell’ermafroditismo, bensì appartiene come possibilità a tutte le nascite “imperfette”, costituendosi come un lutto della coppia di genitori, cioè la morte simbolica del figlio idealizzato. Che tipo di persone sono coloro che ne sono affette? Esistono delle caratteristiche comportamentali che differenziano queste persone dalle altre? L’ermafroditismo è una situazione molto rara, tanto da non avere una grande incidenza statistica. I diretti interessati non necessariamente sentono il bisogno di intraprendere un percorso psicologico e psicoterapeutico, in quanto alla nascita la loro condizione è già stata affrontata medicalmente, con l’obiettivo di mettere la persona nella condizione di vivere una sessualità e un’esistenza soddisfacente che consenta alla persona uno sviluppo idoneo a garantire la massima congruità con la norma. Posso garantirle che non esiste nulla che distingua queste persone dagli altri. Raramente si ha spermatogenesi o ovulazione negli ermafroditi, che sono quindi quasi sempre sterili. Ciononostante si dice possano condurre una vita pressoché normale. Quale è questa cosiddetta “normalità” di cui si parla? Freud indicava la normalità come quello stato in cui una persona può amare e lavorare. Personalmente ritengo che la normalità sia la patologia di cui sono affetti i normopatici… Scherzi a parte, se la realtà è una costruzione sociale, come sostengono le psicologie postmoderne, allora per normalità si deve intendere il grado di accordo che il nostro punto di vista ha con quello della società e della cultura a cui apparteniamo, un sinonimo di conformismo, in sostanza. L’anomalia, ciò che incontra l’attenzione clinica, è solo la violazione di una norma prescrittiva. Io non utilizzerei il costrutto di normalità e patologia, almeno in riferimento al comportamento umano. Nel mondo non sembra esistere un'Associazione che raccoglie o tutela gli ermafroditi. In un periodo storico in cui tutti, in un modo o nell'altro, si associano, come se lo spiega? Molto semplicemente col fatto che sono troppo pochi per fare gruppo… *Psicologo- psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia e Sociologia Interattivo- Costruttivista |